Il divario è digitale!

Lo chiamano divario digitale ma è più conosciuto come Digital Divide, è il termine inglese che indica la mancanza di infrastrutture tecnologiche in un’area o un territorio. Non è solo un mancanza italiana, ma sicuramente questa non è una ragione per consolarci. Per una serie infinita di questioni, economiche, monopolistiche e governative (anche a livello regionale) da anni ci si trascina in una situazione che mette in netto svantaggio alcune aree del Paese rispetto ad altre. Ma il divario digitale non significa solo che ci sono persone che non possono accedere a Internet dalla propria casa o dalla propria azienda, significa anche arretratezza e obsolescenza delle infrastrutture (sia a livello pubblico che privato) e di ciò che le fa funzionare correttamente: reti, computer e software, che troppo spesso non vengono aggiornati da tempo. Questa situazione li rende facile prede dei cybercriminali che usano invece strumenti e metodi sempre più sofisticati. Meglio poi non aprire quello che è un vero e proprio vaso di Pandora per l’Italia, ovvero la mancanza di banche dati unificate e centralizzate della pubblica amministrazione per tutto il Paese, una situazione che alimenta disservizi e incrementa la burocrazia.

Alta classifica

In un mondo in cui le tecnologie digitali non sono il futuro ma il presente, non è un caso se l’Italia veleggia ormai da tempo nei primi posti fra i Paesi maggiormente presi di mira dagli attacchi informatici. Purtroppo, in molti casi, i budget per la sicurezza informatica così come quelli per l’adeguamento alle certificazioni e alla GDPR vengono percepiti come un investimento sprecato, senza effettivamente rendersi conto dei danni che possono provocare i cyber attacchi pianificati. EY (una delle quattro più grandi aziende di revisione del settore finanziario) nota per i suoi accurati report sulla sicurezza informatica, indica che oltre il 62% delle aziende italiane ha avuto problemi a livello di cybersicurezza e che oltre il 90% delle aziende destina risorse inadeguate alla protezione tecnologica. Benché si attendano i risultati per l’appena concluso 2019 la fotografia che ne esce non è delle più rosee. Secondo il report di Accenture, The State of Cyber Resilience, sono solo le aziende leader che investono in sicurezza informatica oltre il 10% del loro budget IT, e spesso senza ottenere i risultati attesi. C’è infatti un dato preoccupante relativo ai tempi di risposta agli attacchi che, anche per le aziende con ottimi livelli di protezione, possono raggiungere tempi di recupero di 15 giorni. Oltre ai possibili danni per il furto di dati e per la privacy, questo significa costi addizionali e mancati ricavi per lo stop forzato.

La pratica del riscatto

Ad aggiungere preoccupazione c’è la previsione che nel corso del 2020 si prospettano massicci attacchi di ransomware, un tipo di malware che limita l’accesso ai dati. Questa subdola pratica permette ai cybercriminali di rendere inaccessibili i dati, per poi chiedere un riscatto per rimuovere le limitazioni e “liberare” i dati. Questi attacchi potrebbero essere un grosso problema per aziende sanitarie, ospedali, laboratori e naturalmente anche per pubbliche amministrazioni come i comuni che custodiscono i dati per il funzionamento della macchina pubblica. Per contrastare questi attacchi (oltre a un alto livello di protezione) servono aggiornamenti degli “strumenti” informatici, un adeguamento alle certificazioni e per evitare gli errori commessi dal “fattore umano” è necessaria più formazione. Ovviamente non tutte le aziende o le pubbliche amministrazioni dispongono di strutture interne adeguate per occuparsi di questi elementi. Ecco perché affidarsi ad un MSSP (Managed Security Service Provider) come Hypergrid è la scelta giusta per investire nella sicurezza della propria azienda. Hypergrid mette a disposizione dei clienti le più recenti tecnologie per fare in modo che i servizi e le infrastrutture di rete siano fruibili e sicuri, tutto questo senza la necessità che l’impresa se ne faccia carico direttamente. HyperGrid possiede la Certificazione di Qualità ISO 9001 per i servizi di gestione e monitoraggio della Sicurezza Informatica e la Certificazione ISO 27001 per i seguenti servizi: progettazione e fornitura servizi di Cloud Computing e Cloud Storage. Hosting, Housing e Colocation, Posta Elettronica , Domini Internet, Sicurezza Informativa e Disaster Recovery. Inoltre, per la formazione sono previsti corsi tenuti da professionisti certificati sul trattamento dei dati personali, Data Protection Officer, Network Vulnerability Assessment, Intrusion Detection System.

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