Virus su smartphone: un problema sempre più grave

Proteggere il computer dai malware, ovvero dai “malicious software” che possono “infettare” i dati in esso contenuti è una priorità. Ma non si considera altrettanto importante prendersi cura degli smartphone, che sempre più spesso sono facile preda di hacker e malintenzionati. I numeri sono impressionanti: secondo un rapporto dei Kaspersky Lab, la nota software house che si occupa di sicurezza informatica, lo scorso anno sono stati registrati 116,5 milioni di attacchi verso i dispositivi mobili, sferrati tramite software malevoli e si pensa che per la fine del 2019 questa numero sarà raddoppiato.

Cos’è un malware?

Con termine malware vengono indicati diversi generi di software malevoli più o meno dannosi, ecco una breve panoramica: gli Adware sono fastidiosi ma poco pericolosi, e una volta entrati nel sistema fanno comparire pubblicità durante l’uso delle app. Per evitare problemi evitiamo di cliccare sui banner. Gli Spyware sono pericolosi, in quanto il loro scopo è avere accesso ai nostri dati personali, e alle password. Possono perfino rilevare quello che digitiamo sulla tastiera. I Trojan sono una categoria subdola, spesso sono nascosti in una delle tante applicazioni che abbiamo scaricato magari per curiosità, e quando vengono attivati possono rubare informazioni, inviare SMS verso servizi a pagamento o scaricare altro malware. I Virus invece, nella maggior parte dei casi, creano malfunzionamenti ai nostri dispositivi e infine ci sono i Worm, che sono virus progettati per diffondersi velocemente sfruttando i contatti della rubrica inviando a nostra insaputa sms, email e messaggi di chat.

iOS o Android?

Non importa se abbiamo un iPhone con sistema iOS o uno smartphone Android, entrambi sono a rischio di contagio se non stiamo attenti. A volte il pericolo può arrivare anche dagli store da cui scarichiamo le app. Gli hacker sono diventati sempre più bravi a nascondere i loro codici e a farli attivare dopo che l’app è stata installata. Da questo punto vista è possibile definire iOS più sicuro. Apple ha un procedimento di approvazione delle app molto più rigido di quello di Google che usa una combinazione di test condotti da persone e strumenti automatici come Google Play Protect per rilevare le app maligne. Inoltre iOS è un sistema chiuso e il suo codice sorgente è segreto, mentre il codice di Android è open source: è decisamente più flessibile ma una volta rilevate le vulnerabilità è possibile sviluppare con maggior facilità app che le sfruttino. Su Android però possiamo installare gli antivirus mentre su iOS, Apple non lo permette. In definitiva ogni sistema operativo ha i suoi pro e i suoi contro, e quando si parla di malware la protezione migliore siamo noi e l’uso che facciamo dei nostri dispositivi

Come battere i malware e proteggersi dal furto dei dati

  • Installiamo solo app provenienti dagli store ufficiali e anche in questo caso se all’avvio ci vengono chiesti permessi che non riguardano il funzionamento dell’app prima di concederli chiediamo spiegazioni al servizio di assistenza degli store.
  • Manteniamo sempre aggiornato il sistema operativo e le applicazioni, spesso questi update contengono aggiornamenti per la sicurezza.
  • Facciamo attenzione alle email che riceviamo, evitiamo di aprire allegati sconosciuti ed evitiamo di rispondere a email o messaggi che chiedono informazioni sui nostri dati personali. Nella maggior parte dei casi si tratta di tentativi di Phishing.
  • Navighiamo su siti conosciuti e sicuri .
  • Usiamo una password diversa per ogni sito o servizio a cui siamo iscritti e se disponibile attiviamo l’autenticazione a due fattori.
  • Evitiamo di comunicare troppe informazioni personali sui social network: fornendo dati troppo personali condivisi in Rete potremo subire una truffa o un furto d’identità.
  • Se un virus colpisce il nostro dispositivo proviamo prima a eliminare le app sospette, poi installiamo un antivirus (su Android) ed eseguiamo un check. Se ancora presente rimuoviamo il malware con l’antivirus. Nel caso non fosse possibile non resta che la formattazione del dispositivo e un ripristino con un backup precedente all’infezione.